Strada degli Eroi in gravel

L'anello dei Gravellata da Recoaro Terme al Rifugio Papa.

Autore

I Gravellata

Elite Ambassador
Index
  1. 1.Strada degli Eroi in gravel: l’anello dei Gravellata da Recoaro Terme al Rifugio Papa
  2. 2.Scarica la traccia Koomot
  3. 3.Si parte: Recoaro Terme e la salita “giusta” per entrare nel giro
  4. 4.Pian delle Fugazze: l’imbocco che sa di storia
  5. 5.Rifugio Papa: spesso c’è nebbia, ed è parte del gioco
  6. 6.Che bici serve: MTB o gravel “giusta”
  7. 7.Il setup usato dai Gravellata
Strada degli Eroi in gravel: l’anello dei Gravellata da Recoaro Terme al Rifugio Papa

Ci sono giri che, anche solo a raccontarli, ti fanno sentire l’odore del bosco e quella freschezza sottile che arriva quando la quota sale. La Strada degli Eroi è esattamente così: un percorso che ti entra sotto pelle e che, se ami pedalare in montagna, prima o poi devi mettere in lista.

Quello che trovi qui è il racconto (in versione più “da blog”) del giro fatto dai Gravellata, gli autori del video e della descrizione originale: un anello che parte da Recoaro Terme e arriva fino al Rifugio Papa, nel cuore del Monte Pasubio, tra Piccole Dolomiti e viste aperte sul Gruppo del Carega.

Scarica la traccia Koomot

Per replicare l’itinerario senza pensieri, i Gravellata hanno pubblicato anche la traccia.

Si parte: Recoaro Terme e la salita “giusta” per entrare nel giro

L’inizio è quello che ti piace quando sai che la giornata sarà lunga: una salita breve e facile su asfalto che ti lascia tempo di scaldare le gambe e mettere in ordine il respiro. Si sale verso Passo Xon senza drammi, con la sensazione che il giro stia ancora “aprendo le porte”.

È quel tratto che non ti ruba energie, ma ti porta dentro l’uscita con la testa giusta: oggi si va su serio, ma senza fretta.

La Malunga: sterrato battuto, bosco e strappi che ricordano chi comanda.

Dal Passo Xon si punta verso Staro e poi si prende la Strada della Malunga. Qui cambia tutto: l’asfalto resta alle spalle e arrivano la forestale, il bosco, il rumore delle gomme sullo sterrato.

La Malunga è una strada sterrata con fondo battuto, ma non è “piatta e gentile”: ci sono strappi impegnativi che ti costringono a scegliere bene il ritmo e, soprattutto, i rapporti. Non è una cattiveria gratuita: è quel tipo di salita che ti fa entrare nella montagna sul serio, un gradino alla volta.

E mentre sali, la giornata si allarga: tra i rami si aprono finestre di paesaggio, e capisci perché questo giro sia uno dei preferiti dei Gravellata in tutta la provincia di Vicenza.

Pian delle Fugazze: l’imbocco che sa di storia

Quando sbuchi a Pian delle Fugazze succede una cosa semplice ma potente: ti ritrovi esattamente davanti all’imbocco della Strada degli Eroi.

È uno di quei punti in cui ti fermi un secondo anche se non ne avresti bisogno, solo per prendere atto di dove sei. Qui inizia il tratto che dà il nome al giro. Qui si capisce che non è solo “un itinerario bello”, ma un pezzo di montagna che porta con sé anche memoria e carattere.

La Strada degli Eroi in salita: il momento clou.

I Gravellata l’hanno percorsa in salita per arrivare al Rifugio Papa. Ed è facile intuire perché: la Strada degli Eroi è il cuore dell’uscita, quel tratto che ti fa dire “ok, questa me la ricorderò”.

È una salita che si vive più che si misura: curve, panorama, fatica distribuita a ondate. Non è soltanto “dura o facile”: è intensa, scenografica, e ti accompagna fino alla quota del rifugio con quella sensazione tipica delle salite iconiche—quando anche la fatica, in qualche modo, è parte della bellezza.

Rifugio Papa: spesso c’è nebbia, ed è parte del gioco

Arrivati al Rifugio Papa, in estate può capitare spesso di trovare nebbia. È uno di quei dettagli che non rovinano l’esperienza: la cambiano. Magari il panorama si nasconde, ma l’atmosfera diventa ancora più “alta montagna”.

Qui il consiglio dei Gravellata è sacrosanto: porta un antivento. Perché se sopra è umido e fresco, in discesa la temperatura si sente tutta.

La discesa degli Scarubbi: scenografica e soddisfacente.

Per chiudere l’anello, la scelta è stata questa: Strada degli Scarubbi in discesa fino al Passo Xomo.

È una discesa che regala: ti fa guidare, ti fa guardare, ti fa sorridere. Dopo la salita degli Eroi, è il contrappeso perfetto: il giro non “finisce”, cambia energia.

Dal Passo Xomo si scende verso Valli del Pasubio, e poi si torna a risalire verso Passo Xon su asfalto per completare l’anello.

Che bici serve: MTB o gravel “giusta”

Questo è un giro super consigliato, ma va affrontato con il set-up adatto. I Gravellata lo dicono chiaramente: meglio mountain bike, oppure gravel con gomme generose, almeno 50 mm.

Loro lo hanno fatto con una gravel impostata in modo molto sensato per questo tipo di terreno: più stabilità, più margine, più comfort.

Quando farlo: meglio in settimana

Ultimo dettaglio pratico, ma importante: d’estate la domenica può esserci molta gente a piedi. Nulla di impossibile, però serve più attenzione e si perde un po’ di scorrevolezza nei tratti condivisi.

Se puoi scegliere, i Gravellata consigliano (e ha senso): meglio in settimana.

Il setup usato dai Gravellata

Per completezza, ecco l’attrezzatura citata:

  • bici gravel 3T Exploro Ultra
  • cerchi 650b 3T DiscusPlus i28 LTD
  • pneumatici Vittoria Mezcal 2.25”
  • borracce Elite Jet Green 550/750 ml
  • portaoggetti Elite Takuin
  • borse bikepacking Miss Grape Internode 4L e Moon
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